L’immigrazione tra realtà e propaganda.

L'immigrazione tra realtà e propagandaViviamo in un’epoca in cui la percezione dei fatti tende a diventare, spesso e volentieri, più importante della realtà. Ciò ha un impatto su diversi aspetti del vivere civile, ma influisce in maniera devastate su uno in particolare: il voto.
Tale fenomeno è fortemente riscontrabile per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, rappresentato da molti partiti politici come “il Problema”, quello che più di ogni altro necessita di qualunque sforzo – anche al limite della legalità – pur di essere risolto. Cerchiamo, quindi, di mettere in fila numeri e fatti, smontando alcuni dei luoghi comuni più diffusi e dimostrando che gran parte degli elettori è vittima di una distorta percezione della realtà.
Primo luogo comune: è in corso un’invasione. Per dimostrare la falsità di questa affermazione basta prendere tre dati dell’Unhcr sulla situazione nel Mediterraneo: 1) Gli sbarchi in Italia da gennaio ad agosto 2018 sono stati 19.442, con una drastica diminuzione rispetto a 2017, quando furono complessivamente 119.369; 2) L’Italia non è il paese più colpito dal fenomeno sbarchi: da inizio anno, infatti, la Spagna ha dovuto affrontare ben 28.201 arrivi via mare. 3) Anche negli anni passati il nostro Paese non è stato il solo a fronteggiare gli sbarchi: nel 2015 in Grecia arrivarono dal Mediterraneo 856.723 immigrati, contro 153.842 sbarcati in Italia. Allargando lo sguardo dal numero degli sbarchi via mare alla percentuale di immigrati presenti nel Paese, le cose certo non cambiano: i dati Eurostat ci dicono che, tra i 28 Paesi dell’Unione Europea, ben 16 hanno una percentuale di immigrati sul totale della popolazione superiore alla nostra (da noi è circa il 7%; in Grecia, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania è superiore all’8%; in Austria, Lituania, Croazia, Svezia ed Estonia è superiore al 10%). Gli stessi dati Eurostat, visibili nel grafico sotto, ci dicono anche una cosa molto più interessante: il nostro è il Paese con la percezione sul fenomeno più distorta, ossia con la maggior differenza tra il rapporto immigrati/popolazione percepito (24%) e quello reale (7%).
IMMIGRAZIONE REALE E PERCEPITA - EUROSTATSecondo luogo comune: più del 90% degli immigrati che sbarcano non ha diritto a rimanere. Anche questa affermazione è falsa. Infatti, se è vero che nel 2017 solo nell’8% dei casi analizzati è stato riconosciuto lo status di rifugiato, ci si dimentica di dire che esistono altre due fattispecie in base alle quali si ha diritto a rimanere sul suolo italiano: la protezione umanitaria (che nel 2017 è stata concessa nel 25% dei casi) e quella sussidiaria (concessa nell’8% dei casi analizzati). Ecco che quindi, considerando tutte queste circostanze, le proporzioni cambiano molto.
Terzo luogo comune: il Governo Conte ha fatto molto di più degli esecutivi precedenti per contrastare il fenomeno. In questo caso entriamo in un terreno più scivoloso, quello dell’analisi politica. Ciò nonostante, alcuni numeri e fatti ci permettono di dire che anche questa affermazione è falsa. Innanzitutto, i dati del Ministero dell’Interno mostrano che, al momento dell’entrata in carica dell’attuale esecutivo, gli sbarchi erano già diminuiti del 77,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In secondo luogo, la tanto sbandierata “grande vittoria” di Conte al Consiglio Europeo sui migranti del 28 – 29 giugno 2018 si è rivelata, come prevedibile, una bufala: molti degli osservatori più esperti si erano accorti che i documenti ufficiali parlavano unicamente di ricollocamenti dei migranti su base volontaria, cambiando ben poco le cose rispetto alla situazione pre-vertice; ciò non impedì comunque a diversi mezzi di informazione e all’apparato di propaganda del Governo di raccontare con toni quasi agiografici dell’intrepido Presidente del Consiglio che, finalmente, era riuscito a farsi rispettare; la vicenda recente della Diciotti e le esternazioni del Ministro dell’Interno Salvini e di altri esponenti della maggioranza hanno confermato che di fake news di trattava. Infine, c’è un ultimo aspetto che deve essere considerato e che attiene al tema delle alleanze internazionali del Governo grillo-leghista: i dati Ispi ci dicono che dei migranti ricollocati dall’Italia, la maggior parte è andata a Germania, Svezia, Paesi Bassi e Spagna; sapete quanti ne ha accettati l’Ungheria di Orban? Zero. E la Polonia? Zero. Ecco, forse sarebbe il caso di interrogarsi su come sia possibile affermare di voler fare di tutto affinché l’Italia non diventi il “campo profughi d’Europa” e poi stringere alleanze con chi vorrebbe proprio una cosa del genere.
Ci fermiamo qui, anche se ci sarebbero molti altri luoghi comuni da sfatare. Ma ormai il senso di tutto ciò pare chiaro: ci sono partiti che, a fronte della loro totale inadeguatezza nell’affrontare i veri dossier caldi (vedi l’economia), fanno di tutto per creare un clima di paura e una percezione distorta del reale fenomeno dell’immigrazione, così da capitalizzare nell’urna elettorale. E l’opposizione non solo è incapace di spiegare la realtà delle cose, ma si presta al gioco della maggioranza, scendendo sul suo terreno e sfidandola su un tema in cui la sconfitta è certa. Speriamo che qualcuno riesca a riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi reali, ché la discussione su temi cruciali come la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e la Legge di Bilancio è ormai alle porte.

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