
A seguire la riposta al nostro appello della candidata del centrosinistra Laura Bartesaghi, comprensiva di nostre repliche e valutazione delle risposte. Qui è possibile leggere il testo completo del nostro appello. Sono disponibili anche le risposte degli altri candidati: qui la risposta di Giovanni Galimberti (M5S) e le nostre repliche; qui la risposta di Maurizio Lupi (CDX) e le nostre repliche; qui la risposta di Stefano Motta (Terzo Polo) e le nostre repliche.
1 – CONTI PUBBLICI
Tagliare la spesa pubblica significa ridurre i servizi, cosa alla quale sono fermamente contraria, perché queste operazioni vanno a svantaggio della fascia di popolazione più fragile e impediscono la crescita del nostro Paese. Ricordiamo, infatti, come in passato i settori colpiti nel momento in cui occorreva ridurre la spesa sono stati la scuola, la ricerca e la sanità. Ritengo che, piuttosto che diminuire gli esborsi, occorra concentrarsi su azioni volte a garantire il reperimento di maggiori risorse economiche da parte dello Stato, prima fra tutte la lotta all’evasione fiscale.
LA NOSTRA REPLICA. Affermare che tagliare la spesa pubblica equivalga inevitabilmente ad una riduzione dei servizi pubblici è totalmente insensato e dispiace che a dirlo sia l’esponente di un partito che, almeno in teoria, provò a mettere prima Carlo Cottarelli (attualmente candidato tra le fila dello stesso Partito Democratico) e poi Roberto Perotti nelle condizioni di fare una seria spending review. Si ritiene forse che tutti i 984,5 miliardi (pari al 55,3% del PIL) di spesa pubblica italiana del 2021 siano destinati a servizi pubblici essenziali e non esistano capitoli di spesa su cui è possibile intervenire? Si ritiene forse che Germania e Olanda, che nel 2020 spendevano circa 10 punti percentuali di PIL in meno dell’Italia, siano paesi privi di servizi pubblici o con servizi pubblici scadenti? Inoltre: come si pensa di ridurre deficit e debito se non si è intenzionati a intervenire sul lato della spesa? Come si pensa di finanziare un programma di governo come quello del Partito Democratico che prevede circa 110 miliardi di costi aggiuntivi? Solo con i circa 12 miliardi l’anno di supposta lotta all’evasione previsti dal PNRR? Pare tutto molto in linea con il motto “tassa e spendi” che opprime l’economia di questo paese.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO
2 – PENSIONI
Le scelte pensionistiche devono essere fatte in un’ottica di sostenibilità del sistema nel lungo periodo, evitando misure favorevoli nell’immediato che poi producano un aggravio sulle future generazioni, come purtroppo si è già verificato in passato. Garantire un accesso il prima possibile ai giovani al mondo del lavoro con salari adeguatamente retribuiti è essenziale. A ciò si aggiunge la necessità di tutelare tutti quei giovani che, purtroppo, vivono una condizione lavorativa caratterizzata da precariato, discontinuità e percorsi di formazione o abilitazione lunghi, prevedendo una pensione di garanzia, ossia un’integrazione dei contributi pensionistici di questi cittadini da parte dello Stato.
LA NOSTRA REPLICA. Anche questa risposta, come quelle di Lupi (centrodestra) e Galimberti (Movimento 5 Stelle) pare ignorare i problemi strutturali del sistema pensionistico: come si risolve la questione della non sostenibilità di un sistema a ripartizione in un paese che invecchia in maniera sempre più inevitabile? Come si interviene per ribilanciare lo squilibrio dovuto al fatto che sempre più persone riceveranno un assegno dall’INPS e sempre meno lo finanzieranno versando i contributi? A queste domande non viene data alcuna risposta. Bene che ci si interessi del problema delle carriere lavorative discontinue ma, se non si interviene sulle questioni sopra esposte, porre ulteriori oneri a carico della finanza pubblica mediante contribuzione figurativa o pensioni di garanzia finirà per aggravare il problema anziché risolverlo.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO
3 – LIBERALIZZAZIONI
Ritengo sia necessario impegnarsi sul fronte delle liberalizzazioni, per migliorare la qualità dei nostri mercati. Sappiamo bene che numerosi passi avanti sono stati fatti, in molti casi su operato del Partito Democratico, ma in diversi settori le lobby rappresentano ancora un ostacolo. È ovvio che l’unico modo per non essere influenzati è non lasciarsi influenzare: occorre rescindere quello stretto legame presente oggi tra rappresentanti politici e rappresentanze di categorie.
LA NOSTRA REPLICA. Una risposta tutto sommato buona. Corretto il riferimento al fatto che storicamente il Partito Democratico sia stata la forza politica maggiormente impegnata nell’ambito delle liberalizzazioni (sperando, però, che ciò non venga rinnegato come recentemente fatto in merito alle riforme del lavoro). Vi sono però evidenti lacune nella concretezza delle proposte: su quali settori si intende intervenire per aumentare gli spazi di concorrenza? Con quali modalità?
VALUTAZIONE: SEMAFORO GIALLO
4 – AUTONOMIA REGIONALE
Ritengo non necessario modificare l’attuale assetto di ripartizione di competenze e risorse tra Stato e Regioni. Piuttosto, reputo si debba rivedere la qualifica delle Regioni a Statuto speciale. La vera necessità che avverto è quella di riattribuire poteri e competenze agli enti provinciali, poichè l’attuale situazione creatasi a seguito della Riforma Delrio e della mancata approvazione del referendum costituzionale non è più accettabile. La Provincia, lo si comprende bene considerando anche quella lecchese, deve tornare ad avere maggiori competenze, poteri di intervento e risorse finanziarie.
LA NOSTRA REPLICA. Poco da dire in quanto risposta scarsamente argomentata. Potremmo anche condividere l’idea di maggior autonomia in capo alle province, ma non si capisce il motivo per cui da tale processo di devoluzione e avvicinamento delle competenze al territorio dovrebbero rimanere escluse le Regioni, quando in altri paesi occidentali come Germania e Stati Uniti sono proprio gli enti di tali dimensioni a godere maggiormente delle autonomie previste in un sistema federale.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO
5 – NUCLEARE
Quella del nucleare non è una scelta percorribile per due ordini di ragioni. La prima concerne l’opinione pubblica, che in passato si è espressa in senso contrario. Prima di procedere all’apertura di centrali bisognerebbe risentire i cittadini su tale tema. Si consideri, infatti, che tutt’oggi l’Italia è sprovvista di depositi per i rifiuti radioattivi e i rappresentanti dei siti idonei individuati si sono espressi contrari ad accogliere un eventuale deposito. La seconda è di carattere tecnico: i tempi di realizzazione di una centrale nucleare sono troppo lunghi rispetto all’obiettivo di decarbonizzazione entro il 2050. A ciò si aggiunge il fatto che, secondo gli esperti, le attuali tecnologie di nucleare emettono una quantità di CO2 maggiore rispetto alle rinnovabili e questo rende il nucleare meno efficace per il raggiungimento di un altro obiettivo, ossia quello di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2030.
LA NOSTRA REPLICA. Le argomentazioni contrarie al nucleare sono poco convincenti: (1) Che i cittadini si siano espressi oltre dieci anni fa in un referendum, peraltro influenzato dalla sovraesposizione mediatica del recente incidente di Fukushima, è argomentazione priva di valore: anzitutto, i cittadini possono cambiare idea; secondariamente perché non risulta che, ad esempio, la Rai sia stata privatizzata nonostante nel 1995 i cittadini si siano espressi in tal senso in una consultazione referendaria. (2) Che non si riesca a realizzare il deposito nazionale nonostante la CNAPI di Sogin abbia individuato ben 67 aree idonee, è il sintomo più evidente della gravità della sindrome NIMBY italiana: la politica dovrebbe svolgere un ruolo di persuasione basata su numeri e dati di fatto, non riconcorrere l’emotività dei cittadini. (3) Sui tempi di realizzazione delle centrali nucleari, i quali sarebbero “troppo lunghi”, ricordiamo che per la realizzazione del Parco Eolico di Taranto sono stati necessari oltre 14 anni, che è grosso modo lo stesso intervallo di tempo in cui è possibile costruire una centrale nucleare. (4) Le rinnovabili da sole sono insufficienti per rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione. Basta guardare a ciò che avviene in tempo reale sul sito app.electricitymaps.com: nel momento in cui stiamo scrivendo questa risposta (le ore 12.00 del 15/09), la Germania emette 375 grammi di CO2 equivalente per kWh, mentre la Francia 120 grazie al nucleare che rappresenta oltre il 50% del totale; tali numeri, inoltre, restano stabili per la Francia mentre sfondano quota 450 per la Germania quando, nelle ore serali e notturne, il fotovoltaico non produce energia. (5) Si rimanda al già citato JRC della Commissione Europea, che ha certificato che il nucleare è ecosostenibile come le tecnologie rinnovabili.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO
6 – DIRITTI CIVILI
Sono pienamente favorevole ad una legislazione che garantisca tutti quei diritti civili oggi negati, attraverso l’approvazione del DDL Zan, l’introduzione dello ius scholae, del matrimonio egualitario e di una legge che disciplini e riconosca il diritto della persona a decidere sul proprio fine vita. Su questi temi le forze politiche di centrodestra da sempre hanno mostrato un atteggiamento avverso e ostruzionistico. Non sono io singola, ma la collettività dei cittadini che può superare l’impasse creata da una parte delle forze politiche su questi temi, eleggendo per il prossimo Parlamento i rappresentanti della mia coalizione.
LA NOSTRA REPLICA. Premesso che è scorretto affermare che solo dal centrodestra siano arrivati atteggiamenti ostruzionistici nei confronti dei diritti civili (non risulta che nel corso del Governo Conte II, con una maggioranza giallorossa teoricamente favorevole, siano stati fatti passi avanti a livello legislativo) e che il programma del PD è alquanto lacunoso su alcuni temi (vedasi eutanasia, dove propone di limitarsi a codificare in legge la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato-Antoniani, quindi non modificando in alcun modo la situazione attuale che già prevede la liceità del suicidio assistito, come dimostrato qualche mese fa dal caso di Federico Carboni nelle Marche), consideriamo positivo l’impegno della candidata sul tema.
VALUTAZIONE: SEMAFORO VERDE