Appello. La risposta di Motta (Terzo Polo) e le nostre repliche.

A seguire la riposta al nostro appello della candidata del centrosinistra Laura Bartesaghi, comprensiva di nostre repliche e valutazione delle risposte. Qui è possibile leggere il testo completo del nostro appello. Sono disponibili anche le risposte degli altri candidati: qui la risposta di Giovanni Galimberti (M5S) e le nostre repliche; qui la risposta di Maurizio Lupi (CDX) e le nostre repliche; qui la risposta di Laura Bartesaghi (CSX) e le nostre repliche.

1 – CONTI PUBBLICI
E’ pacifico e non contestabile il fatto che l’indebitamento dello Stato italiano sia troppo elevato e costituisca un peso enorme per le politiche economiche dei prossimi anni. Senza diffondersi in analisi storiche va detto che le ragioni di tale problema vanno individuate, oltre che in politiche economiche e finanziarie non adeguate particolarmente nel ventennio 1974–1994, nella esplosione della spesa pubblica per ragioni anche clientelari e assistenzialistiche degli anni scorsi e che sono purtroppo proseguite sino ad oggi.
Altrettanto indubitabile è che nell’ultimo periodo le situazioni di emergenza riconducibili alla crisi economica, alla crisi pandemica, alla crisi climatica, alla crisi internazionale con la guerra ucraina ed alla conseguente crisi energetica abbiano costretto i Governi ad intervenire pesantemente per mettere in sicurezza lo stato sociale.
Considerando i programmi elettorali e le strabilianti promesse dei leader politici di destra e di sinistra non pare che vi sia piena consapevolezza del problema ed una assunzione di responsabilità collettiva anche perché, è giusto che si sappia, nelle attuali condizioni congiunturali ogni ulteriore aumento di spesa viene automaticamente scaricato sulle future generazioni.
A differenza delle altre forze politiche il programma di ItaliaSulSerio con Calenda non contiene promesse strabilianti, fa leva sulla crescita per la sostenibilità del bilancio (in particolare attraverso una politica industriale fondata su incremento della produttività, detassazione degli investimenti, innovazione tecnologica, libera concorrenza, sburocratizzazione dei processi, crescita dimensionale delle imprese, digitalizzazione ecc.), non prevede alcun aumento delle tasse e prevede una forte azione di efficientamento dei processi della pubblica amministrazione.
Non ho pertanto alcuna difficoltà ad assumere personalmente l’impegno ad evitare aumenti delle tasse ed a promuovere una riduzione della spesa pubblica, anche perché relativamente a quest’ultimo aspetto ho maturato una lunga esperienza amministrativa che mi consente di comprendere i punti di debolezza del sistema e gli aspetti critici su cui intervenire. Ho in mente alcune proposte di riorganizzazione dei servizi pubblici locali e di miglioramento dell’efficienza del sistema che possono portare a risparmi significativi.

LA NOSTRA REPLICA. Una risposta tutto sommato buona. Corretta e condivisibile l’analisi delle cause dell’elevato livello di indebitamento dello stato italiano e positivo l’impegno a “promuovere una riduzione della spesa pubblica”. Non possiamo, però, non far notare un paio di punti deboli: (1) Ci sarebbe piaciuto qualche dettaglio in più in merito alle “proposte di riorganizzazione dei servizi pubblici locali e di miglioramento dell’efficienza del sistema che possono portare a risparmi significativi” che ha in mente il candidato. (2) Il programma di Azione-Italia Viva è sì l’unico ad indicare chiaramente una proposta di riduzione della spesa pubblica (relativamente ai consumi intermedi della pubblica amministrazione), ma essa è troppo timida e insufficiente a garantire la copertura delle nuove spese previste dal programma stesso.
VALUTAZIONE: SEMAFORO GIALLO

2 – PENSIONI
La spesa per le pensioni in Italia (ultimo dato disponibile 2020) ammonta in totale a 329,3 miliardi di euro, comprendente le pensioni di vecchiaia, inabilità e per i superstiti, ossia le pensioni riconosciute ai familiari di un pensionato deceduto, e vale il 19,9 per cento del Pil, quasi come la spesa per istruzione e sanità messe insieme.
Si tratta della terza spesa più alta tra i 27 Paesi dell’Ue in termini assoluti, superata solo da Germania e Francia, e della spesa più alta in rapporto al Pil.
Al riguardo va detto con chiarezza che nell’attuale fase di emergenza economica e pandemica non vi sono margini per un intervento incisivo sul sistema pensionistico e ciò che ragionevolmente è possibile fare per iniziare ad impostare un sistema più equo è una ridistribuzione della spesa pensionistica prevedendo uscite anticipate per lavori usuranti.
Proposte elettorali di pensionamento anticipato come quelle della Lega che prevede la cosiddetta “quota 41” ovvero che tutti i lavoratori possano raggiungere il diritto alla pensione anticipata di anzianità con 41 anni di contributi, indipendentemente dalla loro età anagrafica, sono irrealizzabili per il costo enorme che comporterebbero. Nel caso specifico si tratterebbe di un costo pari a 65 miliardi di euro che finirebbe per gravare sulle future generazioni.
Questo atteggiamento non è solo sbagliato, è immorale.

LA NOSTRA REPLICA. Anche in questo caso, un’ottima premessa. Purtroppo ciò che segue non è altrettanto coerente e l’unica proposta concreta, seppur condivisibile, avrebbe come unico effetto l’aumento della spesa pensionistica, anziché la sua riduzione. Ribadiamo quanto già scritto in risposta agli altri candidati (in particolare alla proposta di Laura Bartesaghi sulla contribuzione figurativa per le carriere discontinue): in assenza di un disegno più ampio che miri a risolvere i problemi strutturali di un sistema pensionistico a ripartizione, anche buone idee rischiano di avere come effetto principale il peggioramento della non-sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO

3 – LIBERALIZZAZIONI
Sul tema delle liberalizzazioni e della concorrenza manca spesso la consapevolezza nei cittadini che si tratta di una leva importante e strategica per ridurre i prezzi di beni e servizi.
Purtroppo la percezione dei cittadini è condizionata dal fatto che i benefici si verificano e si apprezzano nel lungo periodo e non nell’immediato. Per ragioni di consenso elettorale le forze politiche populiste di destra e di sinistra preferiscono incassare la rendita di posizione derivante dalla difesa incondizionata degli interessi particolari e di categoria, come avvenuto anche di recente su taxisti e concessionari balneari, anziché guardare al futuro, alla diminuzione dei costi ed al miglioramento dei servizi.
I rappresentanti in Parlamento che oggi si riconoscono in ItaliaSulSerio hanno già dato ampia prova di sostegno alle iniziative del Governo Draghi dirette alle liberalizzazioni e il programma proposto agli elettori, in cui mi riconosco pienamente anche nella parte che prevede una attenzione alla gradualità e alla sostenibilità sociale dei cambiamenti, contiene puntuali indicazioni e azioni in tal senso per favorire l’innovazione, la crescita e la tutela dei consumatori in tutti i settori, compreso il trasporto pubblico non di linea.

LA NOSTRA REPLICA. Un’ottima risposta. Ci sarebbe piaciuta un po’ di concretezza in più nell’indicare i settori sui quali si vuole intervenire, ma da questo punto di vista sopperisce più che bene il programma depositato da Azione-Italia Viva.
VALUTAZIONE: SEMAFORO VERDE

4 – AUTONOMIA REGIONALE
ItaliaSulSerio è per un vero federalismo che preveda, congiuntamente ed imprescindibilmente, Autonomia e Responsabilità e propone una rivisitazione dei livelli di governo e della relazione tra gli stessi.
Secondo la nostra concezione i livelli di governo devono essere tre, Comuni, Regioni e Stato, mentre le Province devono completare la transizione e diventare “centro servizi” dei Comuni: centrale unica di committenza, ambito ottimale per la gestione dei servizi pubblici locali, assistenza amministrativa e tecnica. I tre livelli di governo devono avere competenze esclusive e chiaramente ripartite in modo che sia chiaro “chi fa cosa”.
Ciascun ente deve avere strumenti fiscali esclusivi del cui gettito è titolare e responsabile così da superare commistioni di gettito e sovrapposizioni inefficienti. Per raggiungere gli obiettivi di Autonomia e Responsabilità serve una riforma complessiva e strutturale che deve tener conto anche del dettato costituzionale relativo al regionalismo differenziato: gli amministratori locali devono poter esercitare le funzioni loro attribuite in maniera libera ed autonoma, nel rispetto dell’unità nazionale; i cittadini devono poter pagare, comprendere in assoluta trasparenza e votare; lo Stato deve essere garante dei diritti costituzionali in tutto il territorio nazionale ma anche dell’efficienza della spesa pubblica, con potere sostitutivo in caso di inerzia.

LA NOSTRA REPLICA. Poco da aggiungere: è un’ottima risposta.
VALUTAZIONE: SEMAFORO VERDE

5 – NUCLEARE
Se vogliamo raggiungere realmente il traguardo di “emissioni zero” nel 2050 si deve pensare ad una forte elettrificazione degli usi di energia, con un fabbisogno elettrico per il nostro Paese tra il doppio e il triplo dell’attuale.
Per poter ottenere questo obiettivo è inevitabile ricorrere ad un mix di generazione che includa rinnovabili e nucleare, impiegando le migliori tecnologie disponibili che garantiscono un livello di sicurezza certificato.
Ovviamente, poiché il nucleare non è immediatamente realizzabile ma va inserito in una strategia di lungo periodo, vanno promossi e consolidati nel breve e nel medio periodo tutti gli interventi di sostegno al processo di decarbonizzazione, non solo operando sul piano energetico ma intervenendo anche nei settori che possono influire maggiormente sulla riduzione delle emissioni quali in particolare il trasporto, che è responsabile del 26% delle emissioni totali (investendo in particolare nel trasporto merci ferroviario, in metropolitane e tranvie, incentivando auto ibride ed elettriche), e l’edilizia che incide per il 19% circa (migliorando in particolare l’efficienza energetica degli edifici e abbassando i consumi). 
Occorre acquisire la consapevolezza che tutte le iniziative di riduzione delle emissioni in atto sono importanti, vanno sostenute ed implementate ma non saranno sufficienti a garantire l’equilibrio e la stabilità del sistema.

LA NOSTRA REPLICA. Poco da aggiungere: è un’ottima risposta.
VALUTAZIONE: SEMAFORO VERDE

6 – DIRITTI CIVILI
Il programma elettorale di ItaliaSulSerio prevede un intero capitolo dedicato a Diritti Civili e Pari Opportunità e prevede indicazioni chiare ad esempio per l’approvazione in tempi brevi di una legge contro l’omotransfobia, su cui concordo pienamente.
Non credo sia tuttavia opportuno che un candidato assuma impegni generici sui “diritti civili” perché diversissimi sono i temi e gli argomenti sensibili oggi in discussione e sui quali rivendico personalmente la libertà di coscienza.
Per essere chiari e fare un esempio concreto non credo che la “cannabis legale” rappresenti una conquista sociale e possa essere annoverata tra i “diritti civili” ma ritengo comunque importante che questo tema, come ogni altro argomento sensibile, possa essere portato all’attenzione del Parlamento e discusso senza essere accantonato e rinviato sine die. Il Parlamento deve assumere le responsabilità che gli competono.

LA NOSTRA REPLICA. Forse la peggior risposta ricevuta dai candidati. Pur non condividendo molte delle cose dette dalle quattro persone che hanno dato riscontro al nostro appello, rispettiamo le idee di tutti e il coraggio di esprimerle. In questo caso, invece, il candidato preferisce nascondere la testa sotto la sabbia ed evitare di prendere posizione sul tema dei diritti civili.
Nello specifico, segnaliamo che non abbiamo chiesto “impegni generici”, bensì di prendere posizioni chiare su temi quali eutanasia, cannabis e famiglie LGBTQ+. A parte un riferimento (quello sì generico) all’importanza di portare all’attenzione del Parlamento e discutere il tema delle droghe, la risposta non offre alcuna concreta garanzia.
VALUTAZIONE: SEMAFORO ROSSO

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