Processo a Boko Haram: un rischio per la democrazia?

Processo a Boko Haram4 magistrati per 6670 militanti. Questi i numeri del super processo che vedrà luce per assicurare alla giustizia i membri di Boko Haram, responsabili dell’uccisione di 20 000 persone in Nigeria. Processo che si terrà in strutture militari, le quali hanno precedentemente accolto un numero immenso di arrestati, di cui alcuni morti durante la detenzione.
Diverse organizzazioni internazionali che operano nel campo della tutela dei diritti umani, ed Amnesty International in primo luogo, si sono però soffermate sulla composizione delle persone che verranno sottoposte a giudizio. In particolare: sarebbero presenti un ingente numero di bambini e donne prelevati dai loro villaggi senza alcun motivo, ma soprattutto una grande quantità di persone che hanno agito come militanti del gruppo terroristico, ma sostanzialmente sotto costrizione.
In tutto ciò la comunità internazionale e l’Unione europea tentennano. La seconda ha approntato un progetto diviso in due fasi, volto a rafforzare il sistema giudiziario e la legislazione nell’ottica di una più effettiva risposta al terrorismo, ma i fondi possono definirsi esigui, così come la durata del progetto stesso. La prima invece pare colta da miopia, il tutto testimoniato dal fatto che il processo si svolgerà nell’oscurità mediatica, e senza osservatori internazionali. L’indagine avviata dall’ufficio del procuratore della Corte internazionale penale (CIP) è ad oggi sospesa, dopo aver constatato che si possa parlare di crimini contro l’umanità, che quindi ricadrebbero sotto la sua giurisdizione. Giurisdizione che la CIP dovrebbe arrogarsi, invertendo per una volta la ratio della sua creazione: in questo caso la necessità non è garantire che vengano puniti i responsabili del reato, bensì limitare una volontà di punire volta più che altro a sedare l’opinione pubblica, così da assicurare alla giustizia i reali responsabili di tali atti.
La giustizia non deve diventare uno strumento di guerra, e soprattutto se vogliamo che in un conflitto tra valori liberali e valori illiberali i primi abbiano successo, allora dobbiamo far si che gli stessi vengano rispettati. Solo così la democrazia liberale si imporrà legittimamente tra le popolazioni di tutto il globo.